La fumigazione del legno utilizzato per le spedizioni internazionali

La fumigazione è un trattamento termico o chimico cui si sottopone il legname utilizzato per imballaggio. A causa della predisposizione del legno ad ospitare parassiti, muffe e organismi infestanti, si è reso necessario regolamentare gli scambi internazionali al fine di ridurre la possibilità di diffusione di tali parassiti e salvaguardare l’ambiente e il patrimonio forestale mondiale. 

 

Quando si spedisce merce su pallet o si utilizzano supporti, casse o imballaggi di vario tipo in legno, è di fondamentale importanza verificare se occorre o meno utilizzare legno fumigato, in modo da evitare spiacevoli inconvenienti e danni economici quali il blocco della merce nel paese di destinazione e l’impossibilità di importare il materiale. Il marchio apposto sugli imballaggi vale come certificazione di trattamento avvenuto, ma in particolari casi come le spedizioni in container è consigliabile avere a disposizione il certificato di fumigazione per agevolare il buon esito delle pratiche doganali senza necessità di verifica fisica della merce.

 

La normativa ISPM-15

Le misure fitosanitarie utilizzate allo scopo di evitare la diffusione di parassiti non compromettendo gli scambi commerciali internazionali sono regolamentate dalla normativa ISPM-15 (International Standards for Phytosanitary Measures), a cui hanno aderito oltre 130 Paesi in tutto il mondo a partire dal 2002. Esse prevedono una serie di procedure volte ad eliminare la possibilità che il legno utilizzato per le spedizioni sia infestato da organismi dannosi, quali ad esempio il nematode del pino e il cerambicide asiatico dal lungo corno, che si trovano in aree geografiche circoscritte e che potrebbero mettere a repentaglio altre foreste.

 

Come si tratta il legno a norma ISPM-15?

Esistono varie tipologie di trattamento contemplate dalla normativa:

 

-         Bromuro di metile (MB)

-         Trattamento termico (HT)

-         Riscaldamento dielettrico (DH)

 

Trattandosi di una sostanza riconosciuta dannosa per l’ambiente, da marzo 2010 il trattamento con bromuro di metile (MB) è vietato in UE e quindi in Italia, pertanto non è possibile utilizzare questo tipo di procedura per le esportazioni dal nostro Paese.

 

Il trattamento termico (HT), metodo maggiormente diffuso negli ultimi anni, consiste nel riscaldamento del materiale, che viene portato a una temperatura di almeno 56°C per 30 minuti in camera termica. In questo caso, per evitare di incorrere in fastidiose presenze di muffa dovute all’umidità presente in seguito al trattamento, è sempre consigliabile effettuare un ciclo di essiccazione prima di utilizzare i supporti trattati.

 

Non sempre è necessario trattare il legno...

Quando si decide di preparare una spedizione internazionale avente destinazione uno dei Paesi che hanno aderito alla normativa ISPM-15 occorre considerare il trattamento del legno grezzo, ma è importante sapere che non è necessario trattare gli imballaggi prodotti integralmente utilizzando collanti, pressione o calore. Sono, inoltre, esenti da tale procedura i materiali costituiti da parti in legno di ridotte dimensioni (non devono superare i 6 mm di spessore) quali legno sottile, truciolato, segatura, lana di legno e simili.

 

Il marchio

 

 

Il marchio, che deve essere apposto da un soggetto autorizzato e controllato da una NPPO (Organizzazione Nazionale per la Protezione dei Vegetali), è riconosciuto a livello internazionale ed è stato elaborato in modo che non sia interpretabile in base alle differenti lingue.

 

Esso è, infatti, composto a sinistra da un simbolo univoco, riconosciuto in ogni paese aderente e a destra da codice ISO del paese, codice del soggetto che ha effettuato il trattamento e codice identificativo del tipo di trattamento utilizzato (HT, DH o MB). Naturalmente, essendo vietato per legge, i marchi apposti all’interno del territorio UE non possono recare la dicitura “MB”.

 

Il marchio deve essere visibile e leggibile, rettangolare o quadrato e non trasferibile. Non è possibile disegnarlo a mano né utilizzare colori tendenti al rosso, per evitare che possa essere confuso con i marchi apposti sulle merci pericolose.

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